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LAVORO NELL’AGRO-ALIMENTARE, UNA QUESTIONE DI QUALITA’

LAVORO NELL’AGRO-ALIMENTARE, UNA QUESTIONE DI QUALITA

L’Italia è il primo paese in Europa come numero di aziende certificate, seconda solo alla Cina nel mondo;
questo dato, già di per se esplicativo se messo in relazione alle dimensioni del territorio ed al numero di soggetti coinvolti, riflette un panorama di grande fermento intorno alla materia di certificazione.

Sempre più le aziende, per poter rispondere alle difficoltà portate dalla crisi e dall’aggressione di prodotti esteri, intraprendono la strada della certificazione del proprio lavoro (si noti non prodotto, ma lavoro) così da poter risponde al maggiore interesse che si è sviluppato negli ultimi anni verso una sana alimentazione. E su cosa si basa questo processo? Come è possibile definire la qualità di un alimento?

Il primo dato che ci fa riflettere è che il sistema di certificazione delle aziende non è, al momento obbligatorio; ciò detto è comunque vero che, in una congiuntura economica avversa come è stata negli ultimi anni, così tante realtà, di ogni dimensione e zona, si sono esposte finanziariamente ed organizzativamente per creare un sistema che, se dapprima appariva più semplice, sta divenendo sempre più specialistico e raffinato.

Esaminiamo dunque la base della filiera, ovvero chi, a nome e per conto delle aziende richiedenti, è deputato all’attestazione che ci dà la sicurezza che il biscotto che stiamo per mangiare sia prodotto nel rispetto di standard qualitativi che richiamino ai vecchi principi del sano, equo e sostenibile: Le Professioni nell’AgroAlimentare:

Tecnologo alimentare: Cura in autonomia le attività di analisi di laboratorio e gestisce le procedure per la certificazione di qualità. Le retribuzioni medie rilevate sono sui 35-40mila euro annui.

Responsabile linea produttiva: Assicura tutte le attività che consentono la realizzazione di piani produttivi, target di efficienza e di qualità, tempi, costi, sicurezza, gestione del personale di una linea di produzione; collabora con le altre funzioni nella realizzazione delle attività manutentive, nell’ottimizzazione del ciclo produttivo, nell’implementazione di soluzioni migliorative. Le retribuzioni variano tra azienda ed azienda, una media può essere indicata intorno ai 38-40mila euro.

Direttore di stabilimento: Coordina le attività di gestione dei reparti produttivi, logistica, manutenzione, qualità, risorse umane, budget e investimenti di uno stabilimento e ne assicura le funzionalità e i target produttivi/qualitativi; di solito è presente in uno stabilimento di grandi dimensioni ed è un dirigente. Per questa posizione sono richieste particolari conoscenze che hanno come solida base l’agroalimentare ma spaziano poi in economia logistica, ingegneria gestionale. Le retribuzioni, per ruoli così delicati, possono superare tranquillamente i 100mila euro annui.

Nella ricerca, poi, operano:

Responsabile laboratorio di ricerca: Gestisce, direttamente o tramite un gruppo di specialisti, tutte le attività del laboratorio di ricerca di un’impresa: programmazione dei test in laboratorio, definizione delle metodologie di ricerca e analisi dei dati, gestione e implementazione dei programmi di ricerca, redazione della documentazione, allocazione risorse, aggiornamenti tecnici eccetera. Retribuzioni intorno ai 50mila euro

Tecnico laboratorio R&S: Cura in autonomia tutte le attività relative alla ricerca in laboratorio: esecuzione dei test/prove in laboratorio, implementazione dei programmi di ricerca e delle analisisperimentali, redazione della documentazione tecnica, controllo delle procedure e della qualità delle ricerche, sperimentazione di nuovi prodotti/componenti, verifica del rispetto degli standard, eccetera La retribuzione oscilla tra i 35 e i 38mila euro.

Responsabile di laboratorio ricerca biologica: Provvede, tramite un gruppo di tecnici e specialisti, all’attività di ricerca biologica. Retribuzione stimata 45mila euro.
Biologo. Cura in autonomia le attività di: sierologia infettiva, metodo immunoenzimatico, dosaggi anticorpali eccetera. Per quanto eterogena questa professione permette di portare a casa uno stipendio tra i 30 ed i 38mila euro annui.

I professionisti della qualità, sempre nell’industria alimentare, sono:
Responsabile laboratorio qualità di prodotto: Provvede, direttamente o tramite un gruppo di specialisti, all’analisi e verifica di campioni di prodotti e/o materie prime; assicura l’esame dei risultati delle prove e la relativa documentazione. Nelle grandi aziende gestisce diversi laboratori specializzati (Cnd, laboratorio chimico, metallurgico, prove meccaniche eccetera) Le retribuzioni si attestano intorno ai 40-45.000 euro.

Analista/Tecnico di laboratorio controllo di qualità di prodotto: Cura in autonomia l’esecuzione di test, prove di collaudo e analisi di laboratorio prodotti; elabora i risultati verificandone la congruenza con gli standard di riferimento. Solitamente non gestisce persone, pur possedendo un elevato know-how tecnico-scientifico. Retribuzione stimata intorno ai 30-35.000 euro.

Responsabile controllo di qualità di prodotto: Definisce, direttamente o tramite un gruppo di specialisti, i metodi, i processi e le procedure per il controllo qualità dei prodotti (materie prime, semilavorati e prodotti finiti); individua i problemi e suggerisce eventuali modifiche ai parametri di lavorazione e ai processi interni/esterni Retribuzione annua intorno ai 42-45mila euro.

Tecnico controllo qualità di prodotto: Cura in autonomia tutte le attività necessarie per garantire la qualità dei prodotti; effettua i controlli a bordo macchina, identifica nuovi metodi e procedure per il controllo di prodotti finiti, materie prime e caratteristiche eccetera. Solitamente non gestisce persone, pur possedendo un elevato know-how tecnico-scientifico Lo stipendio si attestata tra i 32 ed i 35mila euro.

Auditor: A differenza dei colleghi che lavorano come consulenti o responsabili interni per la qualità, il valutatore non è al servizio dell’azienda, ma di un ente di certificazione (126 quelli accreditati presso il Sistema nazionale per l’accreditamento degli organismi di certificazione Sincert), che lo invia sui luoghi della produzione per effettuare dei veri e propri test sul rispetto degli standard internazionali. La retribuzione si attesta tra i 250,00 ed i 350,00 euro al giorno per le professionalità più formate.

Qualunque sia la strada che deciderai di percorrere CTQ ti aiuterà a percorrerla;
ti accompagneremo e ti seguiremo in un percorso di crescita tanto umana quanto professionale con lo scopo di formare un professionista specializzato capace di rispondere alle crescenti sfide di un settore quanto mai trainante ed imprescindibile per l’intera economia italiana.

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