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Stop della UE allo sfruttamento degli stage: i Master Aziendali anticipano la risoluzione del Parlamento Europeo

Secondo l’ultimo sondaggio “Gli stagisti italiani allo specchio”, condotto da Isfol e Repubblica degli Stagisti, oltre la metà degli stage attivati in Italia (52,4%) non prevede alcun rimborso spese , mentre per un terzo dei tirocini è previsto un rimborso basso o molto basso:nel 14% dei casi vengono offerti meno di 250 euro netti al mese.
Dati scoraggianti con cui i neolaureati italiani e, da supporto, le loro famiglie devono fare i conti nel momento in cui, pieni di ambizione e speranza, si affacciano al mondo del lavoro per la prima volta.
Da tredici anni CTQ ascolta queste speranze direttamente dalle voci dei ragazzi e  da più di tre anni prova a rispondere concretamente a queste richieste.
Nonostante la normativa, sia a livello europeo che italiano, non aiuti,  crediamo che i nostri stage, in quanto tali, debbano essere prima di tutto un’opportunità formativa e professionalizzante per i ragazzi, ma anche un valore aggiunto per le aziende che li accolgono. Con queste premesse di reciproco interesse, perchè mai un’azienda non dovrebbe riconoscere, anche economicamente questo valore?
È in virtù di questo che tutti i progetti formativi da noi attivati negli ultimi anni, vantano il 100% di rimborsi riconosciuti, con grande soddisfazione non solo degli stagisti ma anche delle aziende ospitanti.

Che si tratti di un nostro eccesso di lungimiranza o di un semplice canale privilegiato di ascolto sul mondo degli stage, non ci interessa, ma l’investimento reciproco, sia dal lato azienda che dal lato stagista, può e deve essere la soluzione per rendere lo stage effettivamente quello che è:un’opportunità.

di Graziana Petrarca

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