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Dematerializzazione dei Registri nell’Agroalimentare

Sempre più dematerializzazione nelle imprese alimentari

Dott. Sequino Stefano

Una vera e propria rivoluzione telematica ha interessato negli ultimi anni alcuni settori alimentari.

Un processo, non ancora concluso, che, dopo l’esperienza apri-pista per gli operatori del settore oleario, è proseguito con la dematerializzazione dei registri di carico e scarico per le imprese obbligate dalla normativa di settore a rendicontare, dal 1° ottobre 2015:

a)    le materie prime per la produzione di sfarinati e paste alimentari destinate all’esportazione

b)    le quantità e la qualità, da parte dei produttori e confezionatori di burro, della materia prima impiegata e dei tipi di burro ottenuti

c)    le movimentazioni di saccarosio, escluso lo zucchero a velo, di glucosio e di isoglucosio, anche in soluzione da parte di produttori, importatori e grossisti di sostanze zuccherine

d)    le movimentazioni di latte in polvere o di altro latte comunque conservato da parte di produttori, importatori, grossisti e utilizzatori

e)    i processi di elaborazione e le movimentazioni dei prodotti vitivinicoli, in quest’ultimo caso a partire dalla campagna vitivinicola 2017/2018

L’obiettivo è contribuire alla semplificazione dei sistemi produttivi rispetto agli obblighi di tracciabilità, ottimizzando nel contempo il sistema di controllo, evitando duplicazioni e, almeno in alcune circostanze, interruzioni e intralci all’ordinaria attività d’impresa.

La telematizzazione dei registri di carico e scarico, già a regime per le imprese alimentari che operano nei settori indicati, consente, rispetto al registro cartaceo, una gestione più efficiente e sicura dei dati e delle informazioni utili a tracciare le indicazioni obbligatorie e facoltative, riducendo tra l’altro anche il margine di errore nella compilazione della contabilità di cantina.

Cambia l’approccio…

I registri telematici consentono di annotare le operazioni produttive e commerciali significative, in grado cioè di tracciare la vita dei lotti a partire dalla presa in carico delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti, fino all’eventuale loro elaborazione e/o confezionamento e commercializzazione.

Occorre precisare che, al di là della semplice archiviazione di informazioni e del soddisfacimento degli obblighi imposti dal Reg. (Ce) 178/2002, il sistema informatico detiene la memoria storica dei dati e consente una lettura diversa delle informazioni e l’ottenimento di informazioni derivate, certamente di non facile né immediata acquisizione.

Si tratta di strumenti quindi potenzialmente in grado di fornire un maggiore livello di consapevolezza e di conoscenza dei processi, dei flussi e delle movimentazioni, non soltanto a livello d’impresa. Grazie all’aggregazione dei dati e delle informazioni, i numeri offrono una interessante base di lavoro e di analisi per i decision makers, utile per ottenere indicazioni, interpretazioni e, entro certi limiti, anche previsioni delle dinamiche commerciali.

È il caso dei bollettini ICQRF pubblicati sul sito Mipaaft, che, con cadenza quindicinale, mostrano i dati della «Cantina Italia» e del «Frantoio Italia», rispettivamente estratti, in forma come detto aggregata, dai registri degli operatori del settore intestatari degli strumenti di contabilità telematica.

(https://www.politicheagricole.it>Controlli>Documenti>2018)

…ma cambia anche la modalità di controllo

I registri telematici sono consultabili da remoto da parte degli organi di controllo, cioè accessibili a distanza per consentire controlli documentali, nonché per valutare in tempo reale i carichi, le movimentazioni e i flussi, i prodotti in giacenza e i riferimenti di fornitori e clienti.

Per chi controlla – così come per chi certifica, nel caso di vini e oli d’oliva Dop e Igp – significa non recarsi presso le imprese vitivinicole per svolgere un’attività di controllo documentale che è oggi possibile eseguire da remoto, mediante l’accesso sulla piattaforma informatica.

Quali prospettive?

Si tratta non di un traguardo, ma di un punto di partenza.
Il processo di dematerializzazione segna infatti un cambiamento (e non solo nel settore alimentare) certamente da affrontare in maniera graduale.
Così effettivamente è stato, considerando il periodo transitorio che ha anticipato la definitiva entrata a regime e quindi l’abbandono della carta.

In altri termini, ciò rappresenta un percorso di adeguamento, da vivere nell’ottica del miglioramento continuo, che necessariamente deve riguardare il livello e la dotazione tecnologica delle imprese alimentari, ma anche competenze e professionalità nuove, diverse e complete, in grado di gestire correttamente e utilmente le funzionalità del sistema telematico.

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