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Direttiva 2012/18/UE Seveso 3 per la sicurezza ambientale

Direttiva SevesoNel luglio del 1976, l’impianto dell’azienda ICMESA di Meda rilasciò una nube di diossina a causa di un incidente. Il Comune di Seveso fu particolarmente colpito dalla contaminazione con conseguenze disastrose sulla salute della popolazione anche a distanza di più di trent’anni. Quello che è rimasto nella storia della sicurezza ambientale come il Disastro di Seveso, non ha lasciato indifferente il legislatore europeo. Da ciò è nato un corpus di norme (noto come Direttiva Seveso) volte a garantire la sicurezza degli stabilimenti a rischio e a evitare incidenti rilevanti con sostanze pericolose.

A luglio 2012, a quarant’anni dall’evento, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’unione Europea la Direttiva 2012/18/UE: la Direttiva Seveso 3 (o Direttiva Seveso III). Le norme in essa contenute sono entrate in vigore già dal 13 agosto.

Le novità introdotte dalla Direttiva 2012/18/UE Seveso 3 riguardano la classificazione delle sostanze e delle miscele secondo quanto disposto dal Regolamento CE n° 1272/2008, l’obbligo di prospettare scenari di incidente (anche derivanti da eventi naturali), l’obbligo di informazione di semplice accesso alla popolazione, maggiori misure da parte degli Stati membri attraverso piani di ispezione di tutti gli stabilimenti ritenuti a rischio di incidente rilevanti.

Per avere una panoramica più approfondita delle principali modifiche apportate dalla Direttiva 2012/18/UE Seveso 3, i tecnici ISPRA hanno redatto un documento consultabile sul sito dell’Istituto (www.isprambiente.it).

 

Fonte immagine: flickr.com/photos/szczur/

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