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Il ruolo delle ESCO nel settore energetico (parte I)

Lo scenario energetico

Il consumo di energia rappresenta un problema:

  1. economico: incidenza sui costi di produzione nelle aziende manifatturiere e del terziario, sui costi di funzionamento della pubblica amministrazione, sulle spese delle famiglie.
  2. politico: derivante dalla dipendenza da altri paesi per l’approvvigionamento energetico e dalla loro instabilità politica.
  3. ambientale: impatti ambientali generati dal consumo di combustibili fossili ed effetti negativi sullo sviluppo sostenibile del paese.

In tale contesto, l’efficientamento energetico negli usi finali di energia rappresenta lo strumento a minor costo (rispetto ad esempio agli impianti a Fonti Energetiche Rinnovabili) per rispondere in modo efficace al problema energetico nelle sue tre dimensioni, economica, politica ed ambientale.

Il ruolo delle ESCo

Il legislatore ha individuato nelle ESCo il soggetto giuridico che deve svolgere un ruolo attivo nel miglioramento dell’efficienza negli usi finali di energia.

Tale soggetto è stato introdotto nell’ordinamento giuridico dal DLgs 115/2008 che definisce Energy Service Company un “soggetto che fornisce servizi energetici ovvero altre misure di  miglioramento dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali dell’utente e, ciò facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul miglioramento dell’efficienza energetica conseguito“. Tale soggetto viene contrapposto dal legislatore alle ESPCo (Soggetto fisico o giuridico che ha come scopo l’offerta di servizi  energetici  atti  al  miglioramento dell’efficienza nell’uso dell’energia).

Le Società di servizi energetici accreditate presso L’Autorità Energia Elettrica e Gas (ora presso il Gestore dei Servizi Energetici) non è detto che operino come ESCo quali definite dal legislatore.

I D.M. del luglio 2004 che disciplinano il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica parlano infatti di società di servizi energetici e non di ESCO, soggetto nominato per la prima volta nell’ordinamento giuridico nazionale dal DLgs 115/2008.

Molte di tali società sono nate e si sono sviluppate grazie all’emanazione delle schede tecniche standardizzate, sottoscrivendo un contratto con i produttori delle tecnologie richiamate dalle schede stesse e raccogliendo i riferimenti degli utenti finali dove sono state installate e utilizzate tali tecnologie (caldaie, serramenti, isolanti, etc.).

L’operatività delle ESCo, quali definite dal DLgs 115/2008, presuppone invece come attività essenziali la diagnosi energetica e la progettazione degli interventi di riqualificazione oltre che il monitoraggio dei risparmi energetici effettivamente conseguiti. Un utile riferimento per poter valutare le reali capacità dei soggetti che si propongono come ESCo è rappresentato dalla norma UNI CEI 11352. Tale norme definisce le capacità della ESCo e i requisiti essenziali di un servizio energetico.

Il recente D.M. 28-12-2012 che oggi disciplina il meccanismo dei TEE ha introdotto, in prospettiva, il requisito della certificazione UNI CEI 11352 per l’accesso al mercato dei certificati bianchi.

Tale provvedimento, così come il DM 07-03-2012 “Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire nei bandi di gara della pubblica Amministrazione per l’acquisto di servizi energetici per gli edifici – servizio di illuminazione e forza motrice – servizio di riscaldamento/raffrescamento” che introduce come requisito per l’affidamento del servizio il possesso delle capacità definite nella norma UNI CEI 11352, evidenziano la volontà del legislatore che i soggetti che si propongono nel mercato dei servizi energetici abbiano adeguate capacità diagnostiche, progettuali, gestionali, economiche e finanziarie per erogare servizi energetici conformi a quanto stabilito dalla norma UNI EN 15900.

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