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La promozione delle fonti rinnovabili e la Direttiva 2009/28/CE

Promozione dell’uso dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Ecco qual è, in buona sostanza, lo scopo della Direttiva 2009/28/CE, promulgata dal Parlamento europeo oramai qualche anno fa. Il fine ultimo è quello della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a livello comunitario e rispettare i limiti posti dal protocollo di Kyoto. Accanto a ciò, si possono annoverare ragioni meno direttamente intuibili, ma sempre di primaria importanza quali le questioni geopolitiche legate agli approvvigionamenti energetici e la spinta allo sviluppo tecnologico, economico e occupazionale derivante dal ricorso a nuove forme di energia.

Con questi obiettivi, la Direttiva 2009/28/CE delinea una strategia comune per gli Stati membri, identificando alcune aree d’intervento a iniziare dalla definizione chiara e trasparente delle tipologie di fonti, nonché del calcolo delle quote d’energia nell’ambito dei mix energetici nazionali.

Il Parlamento e il Consiglio europeo sottolineano, nell’ambito della Direttiva, il valore strategico del riutilizzo del materiale agricolo di scarto per la produzione di biogas, per il suo potenziale legato all’abbattimento dell’impatto ambientale dei due comparti (agricolo e energetico) e di sviluppo delle aree rurali.

La Direttiva 2009/28/CE chiede agli Stati membri di fissare roadmap nazionali per il raggiungimento della quota del 20% di produzione energetica derivante da fonti rinnovabili e di una quota del 10% per l’impiego di questa energia nell’ambito dei trasporti.

In Italia, la Direttiva 2009/28/CE è stata recepita con il Decreto legislativo 3 marzo 2011, n° 28.

 

Fonte immagine: flickr.com/photos/elrentaplats/

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