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La Qualità dell’Agroalimentare italiano ed i professionisti per garantirla

Biologi e Biotecnologi inseriti con successo nelle aziende agroalimentari.

Grazie alla diffusione che l’agroalimentare “made in Italy” ha avuto nel mercato globale durante gli ultimi anni, in molti corsi di laurea delle Università è stato sistematicamente trattato il tema del “prodotto di Qualità”. Molti docenti sono ancora legati ad una concezione “tecnica” della qualità, spesso direttamente collegata solo con le procedure di “controllo qualità”, principalmente di tipo analitico.

Grazie a percorsi come quello del Master in Qualità e Certificazione di Prodotto nelle Aziende Agroalimentari (QCePA) i laureati scoprono che la concezione moderna di Qualità è molto più estesa ed appassionante di quella legata alle sole mansioni tecnico-analitiche, benché importanti e ineliminabili. Intanto non si può parlare di Qualità se non si parte dal mercato, dalla capacità dell’azienda di intercettare i gusti e le abitudini delle varie fasce di consumatori:  se non si percepisce cosa sia “valore” per i clienti a cui ci si rivolge, viene meno il presupposto di partenza della moderna “qualità.

Per questo servono team composti da risorse altamente specializzate, che sappiano interpretare ruoli dinamici ed efficaci all’interno dei più evoluti modelli organizzativi disponibili. La Qualità che il mercato chiede, altro non è che il prodotto virtuoso dell’azione di un team, delle sue competenze ed esperienze, del desiderio di ottenere risultati prestigiosi  per se stessi e per la propria organizzazione.

Può sorprendere che circa il 70 % dei partecipanti al Master QCePA provenga dalle facoltà di Biologia o Biotecnologie; di sicuro è una sorpresa scoprire come questi profili, una volta acquisite le competenze specialistiche necessarie, vengano assorbiti per l’80% in percorsi di inserimento e lavoro nelle aziende dell’agroalimentare! Il restante 30% viene inserito nel farmaceutico e nei sevizi consulenziali.

Possedere una solida preparazione sulle discipline tradizionali di questi studi, quali ad esempio quelle matematiche, fisiche, biologiche, biomolecolari e fisiologiche risulta assolutamente positivo in prospettiva di una carriera lavorativa nell’Agroalimentare.

di Alessandro Parisi

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