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Lifelong learning: emergenza “formazione” in Italia

e-Learning Concept. Computer Keyboard

Cresce imperterrita la disoccupazione in Italia e diminuisce la formazione continua tra gli adulti nel mondo del lavoro. Si tratta di una vera e propria “emergenza”, ha definito l’Aldai (Associazione Lombarda Dirigenti Aziende Industriali) perché il capitale umano è il fattore più importante per lo sviluppo delle imprese e per incrementare la competitività sul mercato. Se l’Italia non investe nella formazione continua dei soggetti adulti occupati o temporaneamente disoccupati, il mercato del lavoro non offrirà mai a tutti la possibilità di crescere e di fare carriera. Queste parole sono tremendamente vere, soprattutto dando uno sguardo ai seguenti dati, ci rendiamo conto che, nell’ultimo decennio, le maggiori economie continentali hanno impiegato impegno e risorse nella formazione continua, in Italia no: soltanto un terzo dei lavoratori (31%) segue corsi di aggiornamento in azienda: la quota si alza nel settore dei servizi (33%) e si abbassa nell’industria (27%). Questo dato allarmante si riflette così sulla bassa capacità di sviluppo delle imprese italiane rispetto alle vicine europee.

La ricerca condotta da Aldai sottolinea anche una serie di controsensi tutti italiani. La formazione degli adulti è concentrata, infatti, sulle classi di età più giovani, dai 25 ai 34 anni (13,6%) mentre con l’avanzare dell’età e si riduce drasticamente l’aggiornamento professionale. Altra anomalia, la formazione favorisce chi ha un livello di istruzione più alto: infatti, i laureati che partecipano ad attività formative sono il 16,1%, quasi il triplo rispetto alla media. Coloro, invece, che possiedono il diploma di scuola secondaria sono circa il 6,1% mentre solo l’1,6% dei lavoratori con un diploma di media inferiore frequentano corsi di formazione.

Spesso poi la formazione in Italia viene vissuta come un fattore esterno alla propria attività lavorativa, che non tende a valorizzare la cultura aziendale e che spesso tende a disperdersi fra vecchie e nuove generazioni.

Secondo la strategia di Europa 2020, per aumentare la competitività economica e creare una società più equa e inclusiva è necessario investire nell’apprendimento costante lungo il corso della vita e ciò dovrebbe addirittura essere una prerogativa nelle aziende, e andrebbe incrementato soprattutto negli individui più deboli da questo punto di vista e i gruppi a rischio di esclusione.

di L. Ciappi

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