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Nuove disposizioni normative sulla cessione dei prodotti agricoli e alimentari (art. 62 legge n. 27/2012)

Approfondimenti CTQ - art. 62 legge n° 27/2012Le nuove disposizioni normative sulla cessione dei prodotti agricoli ed alimentari, previste dall’art. 62 della legge n. 27/2012, in vigore dal 24 ottobre, hanno l’obiettivo di cercar di riequilibrare il potere contrattuale nei rapporti  tra i produttori agricoli e la grande distribuzione organizzata per tutelare i primi dagli evidenti e sempre maggiori ”abusi commerciali” da parte della seconda.

Vediamo quando ed a chi è applicabile la nuova normativa entrata in vigore a seguito del Decreto ministeriale attuativo del 19 ottobre scorso.

PRESUPPOSTI PER L’APPLICAZIONE

Presupposti oggettivi. La disciplina si applica in caso di “cessione” di prodotti agricoli ed alimentari.
Sono escluse in maniera esplicita dal’applicazione della legge e dal decreto attuativo:
- I conferimenti alle cooperative effettuati dai soci;
- I conferimenti effettuati dagli imprenditori agricoli soci alle Organizzazioni di produttori;
- I conferimenti di prodotti ittici operati tra imprenditori ittici;
- Le cessioni c.d. istantanee (in cui consegna del prodotto e pagamento del prezzo avvengono contestualmente: a queste cessioni si applica, tuttavia, il divieto delle pratiche commerciali sleali);
- Le cessioni fatte al consumatore finale.

Si devono inoltre considerare esclusi dalla disciplina contenuta nell’art. 62 i contratti rientranti nell’appalto di servizi.

Prodotti assoggettati. La disciplina introdotta dall’art. 62 della legge n. 27/2012 si applica quindi alle cessioni aventi per oggetto “i prodotti agricoli ed alimentari”, distinguendo quelli “deteriorabili” da tutti gli altri.

Per “prodotti deteriorabili” l’art. 62 dispone che il pagamento del corrispettivo vada effettuato entro 30 giorni, mentre per tutte le altre merci entro 60 giorni, Sono considerati prodotti alimentari “deteriorabili”:

- I prodotti agricoli, ittici ed alimentari preconfezionati che riportano una data di scadenza o un termine minimo di conservazione non superiore a 60 giorni;
- I prodotti agricoli, ittici ed alimentari sfusi, comprese erbe e piante aromatiche, anche in involucro protettivo o refrigerati, non sottoposti a trattamenti atti a prolungare la durabilità degli stessi per un periodo superiore a sessanta giorni;
- I prodotti a base di carne con determinate caratteristiche fisico-chimiche;
- Tutti i tipi di latte.

PRINCIPALI CONTENUTI DELLA NUOVA DISCIPLINA
Ecco le principali indicazioni del decreto attuativo dell’art.62 legge n° 27/2012 che nella pratica commerciale quotidiana del settore hanno rappresentato un sogno per i produttori:

Contratti scritti. I contratti devono essere stipulati in forma scritta ed a pena di nullità deve essere indicata la durata, la quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e i termini di pagamento.

Per non formalizzare ed irrigidire troppo le transazioni l’obbligo di contratto in forma scritto è considerato adempiuto anche in caso di:

  • Gli scambi di comunicazioni e di ordini, avvenuti prima dela consegna di prodotti, purché in tali documenti siano comunque indicati la durata, quantità e qualità del prodotto, corrispettivo, modalità di consegna e di pagamento; valgono anche la mail o il fax, anche senza sottoscrizione, purché esprimano chiaramente la volontà delle parti;
  • Documenti di trasporto o di consegna, ed anche le fatture, purché riportanti i medesimi elementi essenziali (qualità e quantità del prodotto, prezzo, modalità di consegna e di pagamento) sui quali venga apposta la seguente dicitura: “Assolve gli obblighi di cui all’art. 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito, con modificazioni, dalla L. 24 marzo 2012, n. 27”;

Pratiche commerciali sleali. Il decreto mira a definire anche alcune condotte commerciali sleali e a questo scopo elenca delle buone prassi, la cui violazione costituisce slealtà.
Si inserisce una sorta di “etica commerciale”: obbligo di scrittura, divieto di modifiche che incidono sull’equilibrio dei rapporti o comportamenti abusivi, esclusione della applicazione di interessi di mora o del risarcimento delle spese di recupero dei crediti.

Naturalmente, con la norma introdotta dall’art. 62 della legge n. 27/2012 viene espressamente vietato il dumping e cioè l’imposizione di prezzi sotto costo ai produtori.
Viene considerata sleale anche la pratica di posticipare la fatturazione oltre un mese così come nascondere informazioni essenziali rilevanti per l’altra parte nelle trattative, usare o condividere con altri informazioni sensibili fornite in maniera confidenziale senza l’autorizzazione allo scopo di ottenere un vantaggio.

Tempi di pagamento. I termini di pagamento (30 o 60 giorni), indicati dalla legge, decorrono dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura.
Per quanto riguarda il calcolo degli interessi dovuti al creditore in caso di ritardo di pagamento il decreto precisa che: la data di ricevimento della fattura è validamente certificata in caso di:

- Consegna della fattura a mano;
- Invio a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno;
- Posta elettronica certificata (Pec);
- Impiego del sistema Edi (Electronic data interchange) o equivalente.

Nei casi in cui non risulti possibile accertare la data di ricevimento della fattura conterà quella di di consegna dei prodotti.

Fatturazione. Si possono presentare situazioni contrattuali in cui, coniugando la normativa sull’IVA e le previsioni dell’art. 62, i termini di pagamento decorrono da un momento successivo alla consegna del prodotto.
In generale le fatture relative alle cessioni di beni devono essere emesse al momento della consegna o spedizione; la fattura va spedita o consegnata entro le 24 ore del giorno in cui è stata effettuata l’operazione.

La fatturazione può anche essere anche differita ad un momento successivo a condizione che sia emesso un Documento di Trasporto che si riferisca alle consegne effettuate e che la fattura differita indichi la data ed il numero di tale documento; ricorrendo questi presupposti la fattura può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata la cessione.

La fattura differita può essere altresì utilizzata per unire in un unico documento fiscale tutte le cessioni effettuate nei confronti di uno stesso soggetto nel corso di un mese solare o per periodi inferiori, rimanendo comunque all’interno di un solo mese solare

Interessi di mora. Nel caso in cui il venditore dei prodotti, creditore, abbia adempiuto agli obblighi contrattuali e di legge e il ritardo del pagamento sia imputabile al debitore, gli interessi si calcolano utilizzando il tasso degli interessi legali di mora, oppure il tasso degli interessi concordato tra imprese, purché non risulti  non equo per il creditore.
Il tasso di riferimento è quello indicato dalla normativa nazionale di recepimento delle direttive comunitarie in materia di ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
Non è considerato legittimo trattenere l’intero importo di una fornitura a fronte di contestazioni parziali relative alla fornitura stessa.

Disciplina transitoria. I contratti già in essere alla data del 24 ottobre 2012 devono essere adeguati entro il 31 dicembre 2012.

Le disposizioni sulle pratiche commerciali scorrette e sui termini di pagamento costituiscono norme imperative che si applicano automaticamente a tutti i contratti a partire dal 24 ottobre 2012 sostituendo accordi contrattuali difformi.

Sanzioni. Il regime sanzionatorio introdotto dalla nuova disciplina si articola come segue

  • Per la mancata forma scritta e carenza degli elementi essenziali del contratto è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516,00 a euro 20.000,00.
  • Per le pratiche commerciali sleali è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516,00 a euro 3.000,00.
  • Per il mancato rispetto dei termini di pagamento è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 a 500.000,00 euro.

Obiettivo della nuova disciplina introdotta dall’articolo 62 della legge 27/2012 e dal Decreto attuativo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali n° 15570  del 19/10/2012 è rendere comuni e diffusi comportamenti che oggi sono considerati ‘virtuosi’, se la tutta la filiera riuscirà ad incamminarsi in questa direzione potremo assistere alla nascita di un nuovo modello nel settore agroalimentare dei cui benefici godranno tutti gli attori, consumatori compresi.

In 4 hanno commentato su “Nuove disposizioni normative sulla cessione dei prodotti agricoli e alimentari (art. 62 legge n. 27/2012)

  1. Leggevo un commento sul sole 24 ore senza alcun valore legale come lo stesso quotidiano sottolinea….nel quale si fa notare che l’articolo 62 si applica alla cessione di beni e NON di servizi…..quindi ad es. i servizi di ristorazione collettiva vedi mense, scuole, ospedali sarebbero fuori dal contesto…..ma a questo punto tra fornitore e cliente si potrebbero anche stipulare dei contratti aventi ad oggetto il SERVIZIO DI APPROVVIGIONAMENTO MERCI…….eludendo alla grande l’intero articolo…..naturalmente il mio proposito, fornendo un servizio di ristorazione collettiva, è che gli scienziati che lavorano al ministero si accorgano dell’errore compiuto, pur senza alcun valore legale x il momento, e facciano pagare tutti fornitori di beni e servizi legati all’alimentazione.
    come sempre chi più ne sa…più ne dica.

  2. Non credo proprio che sia possibile. Se è vero che la ristorazione è un servizio, è anche vero che in questo servizio è compresa una cessione di beni che legalmente passano dal ristoratore all’azienda e poi al consumatore. Quindi, a meno che uno non sia solo ed esclusivamento un CUOCO o una sorta di TRASFORMATORE CONTO TERZI non credo che sia possibile evadere da questo decreto. saluti FR

  3. Buonasera , la mia domanda e questa : se devo emettere fattura si prodotti agricoli da cooperativa a cooperativa di cui non sono socio , sono esente dall’articolo 62? Grazie

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