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Il prodotto agroalimentare e la certificazione volontaria di qualità

Certificazione agroalimentareI prodotti agroalimentari tipici per provenienza o per tecnica produttiva possono essere valorizzati attraverso una certificazione di qualità che ne attesti il rispetto di standard condivisi.

Esiste un livello di standard qualitativo di base, definito da norme igieniche e di sicurezza alimentare (qualità cogente). Ma esistono anche standard riconosciuti a livello regolamentare, come le certificazioni DOP, IGP o STG, o standard individuati su base volontaria.

In quest’ultimo caso, stiamo parlando di certificazione volontaria di qualità che si basa su regole e norme stabilite di comune accordo tra le varie parti interessate (enti di normazione, organizzazioni, produttori aggregati).

La certificazione di prodotto agroalimentare volontaria risulta essere, dunque, una dichiarazione formale con la quale un ente o un organismo di riferimento attesta la conformità di un prodotto allo standard identificato da un documento tecnico.

Un esempio di certificazione di prodotto agroalimentare su base volontaria è la norma UNI EN ISO 22005. Con questa norma si è voluto creare un sistema di rintracciabilità, al fine di valorizzare le caratteristiche specifiche del prodotto agroalimentare (ingredienti peculiari, origine…).

Fonte immagine: flickr.com/photos/ladymissmarquise/

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