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  • 30 03 2018
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  • 21 03 2018
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Commercio Food&Beverage online: vecchie regole e nuove sanzioni

food

Sempre più spesso il mercato online si affianca alla vendita diretta di prodotti agroalimentari e vini, anche Dop, Igp e biologici.

Una tendenza che sempre più interessa anche il settore alimentare: i dati dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano confermano infatti il trend positivo, considerando che nel 2017 i click d’acquisto hanno registrato un incremento pari a +43% su base annua (https://www.osservatori.net).

Così come cresce la confidenza delle imprese alimentari e degli operatori del settore con web e social network, un fenomeno che incoraggia la differenziazione dell’offerta e la messa a punto – su marketplace o siti web aziendali – di soluzioni e-shop.

Un fenomeno sempre dagli ampi margini di miglioramento e certamente positivo sotto il profilo commerciale, ma che deve tuttavia passare per un giusto approccio delle imprese alimentari con il mercato virtuale, prevedere scelte strategiche ma soprattutto in linea con le disposizioni introdotte dal Regolamento (CE) 1169/2011.

La norma europea ha infatti equiparato la vendita a distanza – che comprende anche la modalità on-line – alla vendita diretta.

Ciò significa in altri termini stesse regole di etichettatura e di presentazione anche per gli esercenti online che – in realtà dal 13 dicembre 2014 – sono obbligati a fornire, per quanto di loro competenza, informazioni chiare, complete e non ingannevoli.

Quali informazioni obbligatorie?

Il consumatore, prima della conclusione dell’acquisto online, deve conoscere tutte le informazioni obbligatorie ai sensi del Regolamento (CE) 1169/2011, ad eccezione – precisa lo stesso Regolamento – del termine minimo di conservazione o della data di scadenza.

In sintesi, non basta indicare, accanto al prezzo, la sola denominazione di vendita, la quantità o il volume nominale della confezione e poco più, ma occorre fornire al consumatore le stesse indicazioni obbligatorie previste in caso di vendita diretta.

In arrivo le sanzioni

Il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231 – che entrerà in vigore il prossimo 9 maggio ed ha abrogato il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 – ha previsto una specifica sanzione amministrativa pecuniaria, da 2 mila euro a 16 mila euro, per gli operatori che violano le disposizioni europee relative alla vendita a distanza.

Così come, in un ambito che interessa anche la vendita diretta oltre che quella a distanza, la stessa norma – oltre a sanzionare l’operatore responsabile della presenza e dell’esattezza delle informazioni in etichetta – prevede sanzioni anche per chi vende prodotti alimentari irregolarmente etichettati.

Il Regolamento (CE) 1169/2011 prevede infatti precise responsabilità anche per coloro che, in base alle  informazioni  in loro possesso in qualità di professionisti, sarebbero in grado di conoscere o presumere una non conformità in materia di informazioni sugli alimenti. In questo caso, precisa la norma Ue, in questi casi i prodotti alimentari non devono essere forniti ai consumatori.

Senza dubbio il canale e-commerce rappresenta un’opportunità per le imprese agroalimentari, anche PMI, che possono trovare spazio e nuove prospettive sul mercato virtuale.

Ma che deve seguire, sia a livello di bagaglio informativo che a livello di impostazione di piattaforme web e siti e-commerce, le nuove linee normative recentemente introdotte a livello Ue.

di Dott. S.Sequino

>> Questo tema sarà oggetto di uno specifico seminario organizzato prossimamente presso la sede di CTQ S.p.A. a Poggibonsi (SI), con l’obiettivo di poter informare imprese alimentari, operatori del settore e professionisti rispetto ai nuovi adempimenti normativi, ai concreti margini di miglioramento dell’organizzazione aziendale ed al nuovo quadro sanzionatorio.

 Per maggiori info: formazione@ctq.it