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L’etichettatura dei prodotti biologici in EU: cosa c’è dietro?

Sempre più spesso, entrando all’interno dei normali supermercati, è possibile trovare un numero crescente di prodotti di origine biologica, spesso disponibili in vere e proprie aree dedicate. Negli ultimi anni, il consumo di questa tipologia di prodotti ha visto una crescita esponenziale. Come, infatti, ha ribadito Coldiretti, nell’ultimo anno gli acquisti di prodotti biologici in Italia sono aumentati del +21% per un valore al consumo stimato in circa 2,5 miliardi di euro su base annuale; infatti, ben 13 milioni di italiani portano in tavola cibo bio almeno una volta a settimana.

Ma cosa c’è dietro le indicazioni “bio” che appaiono sulle etichette?

Innanzitutto, con il termine “biologico” si indica un sistema di produzione che ha come obiettivo il rispetto dell’ambiente, degli equilibri naturali e della biodiversità, e che cerca di offrire al consumatore prodotti genuini ottenuti nel rispetto del ciclo della natura.

Inoltre, è necessario ricordare che, ai sensi del paragrafo 2 lettera a) art. 19 del Reg. (CE) n. 834/2007 per “prodotto ottenuto principalmente da ingredienti di origine agricola”, si intende un prodotto in cui gli ingredienti di origine agricola rappresentano più del 50% in peso della totalità degli ingredienti.

Alla luce di tali requisiti è facile intuire quanto l’utilizzo di indicazioni di questo tipo in etichetta sia strettamente normato con regole estremamente restrittive e puntuali, e che i requisiti e gli standard qualitativi e produttivi, che un’azienda deve soddisfare ai fini dell’ottenimento della certificazione, sono molto rigorosi.

Pertanto, qualora un’azienda voglia immettere nel mercato un prodotto trasformato vantandone un’origine biologica, è necessario che tutte le persone fisiche o giuridiche che producono, preparano, immagazzinano, importano da un Paese terzo o immettono sul mercato prodotti biologici, notifichino l’inizio della loro attività con metodo biologico, nonché le variazioni successive alla notifica, tramite il Sistema Informativo Biologico (S.I.B.) e quindi, assoggettarsi al sistema di controllo di un Organismo di Controllo, tra quelli autorizzati dal MiPAAF.

A seguito di tale notifica, l’Azienda viene sottoposta ad una verifica di parte terza con cadenza annuale, in cui viene verificato se il sistema di gestione interno risulta in accordo ai requisiti dei regolamenti europei sulla produzione biologica, quali ad esempio l’utilizzo dei soli additivi listati nella legislazione in materia di biologico, o l’utilizzo di specifici prodotti per la pulizia o ancora, lo stoccaggio separato di materie prime di origine biologiche e non, oltre che le modalità di organizzazione della produzione.

Solo a seguito di esito positivo dalla fase di audit, l’Azienda può fregiarsi del logo comunitario Euro-leaf e indicare in etichetta l’origine biologica del prodotto.euro leaf bio

Ai fini dell’etichettatura, l’utilizzo del logo comunitario ci indica che:

  • almeno il 95% degli ingredienti di origine agricola sono certificati “biologici”
  • tutti gli ingredienti, sia di origine agricola non biologici che di origine non agricola, oltre ai coadiuvanti di trasformazione sono presenti negli allegati del Reg. CE 889/2007

Inoltre, in aggiunta all’indicazione del marchio comunitario, dovrà essere presente un’indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è composto, tramite una delle forme seguenti:

—     «Agricoltura UE» quando la materia prima agricola è stata coltivata nell’UE,

—     «Agricoltura non UE» quando la materia prima agricola è stata coltivata in paesi terzi,

—     «Agricoltura UE/non UE» quando parte della materia prima agricola è stata coltivata nella Comunità e una parte di essa è stata coltivata in un paese terzo.

La succitata indicazione «UE» o «non UE» può essere sostituita o integrata dall’indicazione di un Paese nel caso in cui, tutte le materie prime agricole di cui il prodotto è composto siano state coltivate in quel Paese.

di Alessio Latino

(ex partecipante de i Master Aziendali)

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