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L’attenzione agli stagisti anche in epoca di Coronavirus

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Anche se il tirocinio è sospeso, alcune aziende mantengono vivo il legame con lo stagista

In questo periodo in cui tutti ci siamo abituati a leggere e a parlare di numeri, percentuali e picchi, voglio parlarvi anche io di qualche numero: quelli relativi ai tirocini attivati sul territorio nazionale negli ultimi anni.

I tirocini extracurriculari attivati ogni anno in Italia, quindi la tipologia di tirocinio che non rientra in percorsi formativi privati o pubblici (ad es. Università, Scuole di Specializzazione pubbliche e/o private), sono circa 360mila.

Quelli curriculari, quindi quelli di cui sono promotori principalmente le Università, non sono tracciabili come i primi, ma se consideriamo che quasi tutti i laureandi italiani, dopo la riforma universitaria del 2004 hanno nel loro piano di studio almeno un tirocinio curriculare e che, gli iscritti alle Università italiane nell’anno accademico 2018/19 sono stati più di 1,700,000 unità, il conto è presto fatto.

Aggiungendo anche che Lombardia, Veneto, Lazio e Piemonte attivano più del 50% degli stage sul territorio nazionale e che, stando agli ultimi aggiornamenti, sono proprio queste le regioni maggiormente colpite dall’epidemia in corso, capirete bene la difficoltà di questa categoria in un periodo sociale ed economico della portata che stiamo vivendo in questi giorni.

Dunque, come vivono i tirocinanti “sospesi” questo periodo difficile a livello economico e produttivo?

Quali sono le loro prospettive per il futuro?

Ogni giorno, grazie al mio lavoro, ho la possibilità di ascoltare decine di ragazzi e altrettante aziende e, in questo periodo, soprattutto le loro preoccupazioni dovute a questa situazione di incertezza.

Incertezza, sospensione e paura.

I ragazzi, perché sono stati rispediti a casa senza una precisa data da stampare sul “biglietto di ritorno” e le aziende, perché allo stesso modo non hanno certezza né sui tempi né sulle modalità per poter stampare quel biglietto.

Ma come sempre ci sono le eccezioni, ed è da queste che bisogna ripartire.

Ci sono aziende che hanno deciso, in autonomia e senza alcun obbligo legislativo, di mantenere vivo il legame con gli stagisti nonostante la sospensione imposta dal Governo.

Ci sono tutor che continuano a “formare” i loro adepti a distanza per poterli ritrovare alla fine di questo periodo pronti per ripartire più carichi di prima.

Ci sono responsabili HR che hanno attuato nella loro azienda misure per continuare ad erogare il contributo mensile previsto per i tirocini, anche se lo stage è sospeso.

Credo che siano questi gli esempi da pubblicizzare, sono queste le iniziative che ci guideranno verso la rinascita economica. Prima fra tutte la lungimiranza di chi investe ancora nella formazione e nella crescita professionale delle nuove leve.

Perché se è vero sempre che gli investimenti fatti sulla formazione delle risorse sono preziosi, credo che in questo periodo lo siano a maggior ragione. Quando si ripartirà (perché si ripartirà!) bisognerà farlo con tutti gli strumenti necessari per essere più competitivi di prima sui mercati internazionali.

Bisognerà essere in grado di guadagnare terreno con le conoscenze per le quali, soprattutto nel settore agroalimentare, il nostro Paese si è sempre distinto.

Posso dire, nel nostro piccolo, che gli allievi del nostro Master in Qualità e Certificazione di Prodotto nelle Aziende Agroalimentari, hanno risposto con entusiasmo alle proposte di aggiornamento professionale e formativo che sia noi, in qualità di ente promotore del tirocinio, che le aziende in qualità di ente ospitante, abbiamo proposto in questo periodo di quarantena.

E’ il momento di rifornire la “cassettina degli attrezzi del mestiere” di nuovi strumenti per farsi trovare pronti al decollo quando ci daranno il via!

Buon lavoro a tutti.

Dott.ssa Grazia Petrarca,  Stage e Placement Specialist CTQ