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Certificazioni al tempo del Covid-19: mancate agevolazioni e più rischi per l’agroalimentare italiano

agrolimentare italiano

Tra le società di certificazione responsabili del blocco anche l’Associazione franco-tedesca IFS  

Gli effetti dell’emergenza Covid-19  non hanno tardato a riversarsi anche sull’agroalimentare. È  notizia recente, infatti, la decisione da parte delle principali società internazionali di controllo in materia di conformità dei prodotti di non offrire agevolazioni per la conferma della certificazione.

Una scelta che, in considerazione delle difficoltà dei verificatori di circolare liberamente a causa delle nuove norme sanitarie, prevede l’impossibilità di garantire l’effettuazione di tutti i controlli sul campo, senza sostituirli con valutazioni off-site o con una proroga di validità. Pertanto, non ci saranno conferme. Tra le società di certificazione responsabili del blocco figura anche l’Associazione franco-tedesca IFS, che ha deciso di non concedere proroghe o soluzioni alternative.

Ma quali potrebbero essere le conseguenze immediate di questo provvedimento? In primo luogo, una perdita di valore per tutti quei prodotti a cui non sarà confermato il rating. Sì, perché, senza la conferma del bollino, indipendentemente dall’effettiva qualità e sicurezza della merce, si staglia all’orizzonte la difficoltà della negoziazione singola con la grande distribuzione. Condizione che porterebbe a un calo dei prezzi di vendita per i produttori agricoli o della filiera alimentare. Senza dimenticare l’avanzamento dei produttori dell’Europa del Nord che, a questo stato di cose, guadagnerebbero terreno sul made in Italy.

Per l’agroalimentare del Belpaese si prospetta, dunque, una nuova sfida che sembra proiettata ad avere conseguenze sul lungo periodo.